Migliaia di persone alla manifestazione dell'alleanza INDIA a Ramlila Maidan; Rahul Gandhi chiede l'uscita del capo elettorale, mentre Commissione elettorale e BJP respingono le accuse.

Migliaia di persone hanno partecipato a una manifestazione dell'alleanza di opposizione indiana INDIA a Ramlila Maidan, a Delhi, chiedendo le dimissioni del commissario elettorale capo Gyanesh Kumar, ha riferito la DW il 2 novembre 2026. Il leader dell'opposizione Rahul Gandhi ha detto alla folla che l'uscita di Kumar sarebbe «il primo passo per rimettere il Paese sulla strada giusta» e ha avvertito il primo ministro Narendra Modi e il ministro dell'Interno Amit Shah di azioni legali per quello che ha definito «vote chori», cioè furto di voti. Tra i presenti, secondo i resoconti, c'erano Sonia Gandhi, Mallikarjun Kharge, Mamata Banerjee, Akhilesh Yadav, Mehbooba Mufti e Tejashwi Yadav.

La manifestazione segue oltre un mese di proteste contro una revisione massiccia delle liste elettorali che ha cancellato più di 130 milioni di nomi. I partiti di opposizione sostengono che l'operazione abbia colpito in modo sproporzionato musulmani e altre minoranze, e i manifestanti accusano le autorità di aver cancellato ingiustamente degli elettori. La Commissione elettorale e il Bharatiya Janata Party del premier Modi respingono le accuse, secondo la descrizione della disputa fatta dalla DW. Anche BBC News ha pubblicato il 1° novembre immagini di migliaia di persone in marcia verso la Corte suprema per chiedere le dimissioni del capo elettorale.

Il video incorporato è un servizio esplicativo di DW News che illustra le ragioni del movimento di protesta e presenta le affermazioni dell'opposizione accanto alle smentite ufficiali; è cronaca della disputa, non una prova che le accuse siano vere. Le accuse di furto di voti, così come la portata e l'impatto delle cancellazioni, restano contestate e Reporix non ha verificato le cifre in modo indipendente. Le affermazioni dell'opposizione vanno lette come accuse e la posizione della Commissione come la sua risposta dichiarata, mentre la controversia si sviluppa.